La ricchezza del mobile napoletano

Una terra così ricca di sapere, crocevia continuo di merci, idee, persone, navi e anime non poteva certo produrre dei mobili banali. Napoli è sempre stata terra di conquista, e ha saputo sempre adattarsi ad ogni dominazione, senza perdere mai, quel suo essere intimo quella caratteristica, quell’essenza che rende questa terra unica. La conferma di questo ci arriva proprio nelle arti, non solo in quelli maggiori, ma anche in quelle decorative che accompagnano la vita quotidiana, come il mobilio.

Il periodo più fulgente di questa rappresentazione è tra il 1730 e il 1830, un secolo in cui i mobili partenopei vivono una vera e propria evoluzione. Vanno ad arredare regge, palazzi nobiliari studi di personaggi illustri, fino ad arrivare ai giorni nostri, conservati gelosamente dagli antiquari o collezionisti. Nel periodo di massimo splendore di questa arte, entrano in gioco ebanisti, pittori, intagliatori, decoratori, tutti con lo scopo di creare un oggetto eccelso.

Ecco allora apparire comò con le linee morbide, o scrivanie finemente intarsiate con madreperla o legno di rosa, che abbina allo stile barocco, rococò e neoclassico eleganti rifiniture da vero cesellatore.  E oggi? A dimostrare la grande passione dei napoletani per questa arte ci sono tutta una serie di stimati antiquari che, non solo trattano mobili napoletani, ma mobili di varie epoche provenienti da varie regioni. Questa è una delle arti storiche napoletane, come quella della lavorazione del corallo, così come quelle delle ceramiche di infinita bellezza che hanno da sempre arricchito le case nobiliari e non solo.

L’artigiano che lavora il legno è un vero e proprio artista che sa dar vita a capolavori unici anche oggi perché sanno far vivere il legno, lo sanno esaltare, portare al massimo dell’espressione. Non per nulla, nel napoletano, sono presenti ancora tantissimi artigiani del legno, una realtà che in altre regioni è andata notevolmente ridimensionandosi.

 

 

 

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