Il viaggio di Pompei, da Napoli fino alla Cina

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli regala nuovo lustro all’antica Pompei. Dopo una collaborazione con l’Ermitage di San Pietroburgo, le fantastiche ricchezze di Pompei partono per raggiungere la Cina. La mostra itinerante “Pompeii, the Infinite Life” dall’8 febbraio toccherà cinque città della Cina portando 120 pezzi, tra opere e reperti.

Le tappe della Cina

La prima tappa sarà al Jinsha Archeology Museum di Chengdou dove la collezione si fermerà fino al 3 maggio. Il viaggio proseguirà per Qinshihuang Museum Mausoleum, fermandosi per i mesi di giugno, luglio e agosto, per poi ripartire per la volta del Tianjin Museum e sostare da settembre a dicembre. La penultima  tappa darà vita all’esposizione, a partire da gennaio 2019, al Wuhan Museum, mentre non si sa ancora quale sarà la destinazione finale della mostra.  I tempi morti dovuti al recupero dei pezzi, classificazione, imballaggio, spedizione e allestimento della nuova mostra, sono stati ridotti al minimo, ma non è certo come effettuare piccoli traslochi Roma. Organizzazione, logistica, permessi, imballi, vanno seguiti attentamente ad ogni passaggio perché sono reperti di valore inestimabile.

Cosa vedranno i cinesi?

I pezzi provenienti da Pompei si interfacceranno, di volta in volta, con i reperti delle dinastie Shang e Zou, i guerrieri di Qin Shi Huang o i resti della civiltà Erligang. Per affrontare questi “colloqui” immaginari tra culture  verranno allestiti ambienti della domus pompeiana, cuore pulsante dell’esposizione, con l’aiuto di proiezioni e videomapping. Tra le opere inviate in giro per il mondo troviamo il Satiro, una meravigliosa statua in marmo e il Balneum del Calidariun che proviene da Villa della Pisanella di Boscoreale in cui gli orientali potranno ammirare le opere idrauliche romane.

Una curiosità

Il deposito dove erano contenuti i resti del calidarium, ha dato alla luce un piccolo e singolare reperto: un rocchetto ricoperto da un filo di seta. Paolo Giulierini, il direttore del MANN ha detto che la seta potrebbe essere di origine cinese e si tratta di un oggetto senza confronti. Ora si sta seguendo una fase di restauro e studio, ma sarebbe bello pensare che quel filo unisse già, simbolicamente, i due grandi Paesi: Italia e Cina. In Cina, insieme alla mostra, vola anche il primo videogame prodotto dalla MANN per valorizzare e far conoscere meglio il nostro patrimonio, già tradotto in cinese per l’occasione.

 

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